APOCALYPSE FUCINO – NUOVA MORIA DI PESCI

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Fucino, uno scenario apocalittico: centinaia di pesci morti, rifiuti di ogni genere e liquami vari. Questo ed altro nel reportage video-fotografico di site.it, effettuato da inviati della nostra redazione durante il sopralluogo odierno tra i canali della piana fucense.

La situazione è particolarmente grave nell’area del Canale collettore centrale, nel tratto adiacente alle paratie del cd “Madonnone dell’Incile”, e all’altezza del ponte a confine tra strada 39 e strada 11: scenario altrettanto preoccupante anche nei canali collettori laterali, con acqua torbida e intrisa di melma maleodorante. Un’emergenza ambientale che va avanti già da settimane: un pericolo igienico-sanitario che non riguarda solo la fauna ittica del posto ma che rappresenta anche una minaccia per la salute della popolazione del comprensorio.

L’allarme era partito nei giorni scorsi – racconta un abitudinario frequentatore del posto, che ha preferito mantenere l’anonimato – durante i quali ho notato alcune carpe morte e galleggianti in superficie. Successivamente il quantitativo dei pesci galleggianti è aumentato esponenzialmente in alcuni tratti dei canali centrale e laterali. Una volta constatata la gravità e il perdurare della situazione ho deciso di segnalare il fatto agli organi inquirenti”. Questa mattina infatti due tecnici dell’Arta, Iannarelli Antonella e Gianmaria Giancaterino, hanno effettuato prelievi in tre punti dei canali, nel tratto compreso tra Borgo Incile e Strada 39.

Successivamente, agenti dei Carabinieri Forestali della stazione di Avezzano hanno prelevato uno dei molti esemplari rinvenuti a galla, che è stato portato all’Istituto Zooprofilattico, per determinare le cause del decesso. Hanno partecipato al sopralluogo anche alcuni operatori delle Guardie Ecozoofile di Avezzano, particolarmente attivi nel controllo del territorio e degli illeciti ambientali.

Non è la prima volta che si presenta uno scenario del genere nella Piana del Fucino: la differenza rispetto al passato è che questa volta lo spettacolo è quasi apocalittico.
Pochi giorni fa, Augusto De Sanctis del Forum H2o, aveva denunciato la condizione in cui versa la depurazione delle acque dei canali del Fucino, definita come una “situazione da quarto mondo”, con “fogne a cielo aperto a San Benedetto dei Marsi e scarichi maleodoranti ad Ortucchio, diretti nei canali che poi vengono usati per captare acqua per l’irrigazione. L’ennesima vergogna a cui non si sta ponendo rimedio … ad aggravare la vicenda la pessima situazione debitoria di alcune società di gestione che non fa ben sperare per interventi risolutivi futuri”. Nei controlli effettuati dall’Arta all’uscita della depurazione i valori di colonie di e-coli erano, in alcuni tratti, 1600 volte al di sopra dei valori consentiti dalla legge (8,5 milioni contro i 5000 di soglia): la stessa acqua viene poi captata dalle aziende agricole per irrigare i campi coltivati.
Data l’importanza dell’agricoltura nell’economia locale riteniamo che l’argomento vada affrontato con le dovute cautele ma non può passare in secondo piano la salute dei cittadini e dei consumatori dei prodotti agricoli del Fucino.

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