Antonio Russo: ” Sono stufo di esere invisibile”

Antonio Russo, un uomo di 56 anni, si è barricato nella roulotte dove vive da 9 mesi ed ha iniziato lo sciopero della fame.

Al centro della sua protesta c’è la richiesta di residenza a L’Aquila che ancora non riesce ad ottenere. Il comune si rifiuta di accordargli la roulotte come residenza né riesce a fornire altre soluzioni. “Sono stufo di essere un invisibile nella città dove sono nato e vissuto gran parte della mia vita – spiega Russo – voglio la residenza a L’Aquila per tornare ad avere tutti i diritti di cittadinanza che hanno gli altri cittadini come quello di avere un medico di famiglia. Sono malato di ipertensione arteriosa e quindi ho bisogno di farmaci salvavita e di un medico che mi segua, e non  uno oggi e domani un altro che per bontà personale semi-clandestinamente mi rilasciano la ricetta. Non chiedo una casa – prosegue Russo – visto che prima di me ci sono molti altri, sopratutto anziani, che vivono ancora negli hotel ne voglio che ora me la vengano a proporre con un voto di scambio”.

Antonio è nato a L’Aquila dove ha vissuto fino a dieci anni fa circa. Per motivi lavorativi si è trasferito in provincia di Como dove ancora oggi risulta residente.

Il terremoto del 6 Aprile ha danneggiato fortemente la sua casa di famiglia che ora è inagibile con classificazione E.

A Novembre 2009, perso il lavoro, è tornato a L’Aquila dove ha trovato ospitalità da alcuni amici ed è tutt’ora disoccupato. Non può essere ospitato dalla sorella che ha ottenuto un appartamento nel piano c.a.s.e. per le restrittive regole della struttura di gestione dell’emergenza (sge) nè tantomeno quindi prendere lì la residenza. Per questo Antonio vive da Settembre 2010 in una roulotte nell’area dell’ex ospedale psichiatrico nella stessa parte del parco in cui si trova anche la struttura di CaseMatte.

Alessandro Tettamanti

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