Amatrice, il video dei soccorsi

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Sono arrivato ad Amatrice intorno alle 6.30, dopo aver caricato a L’Aquila il fotografo e amico Marco D’Antonio. Lungo la strada, contrariamente agli annunci rilanciati dalle tv, non abbiamo incontrato nessun mezzo, tantomeno le “colonne dei soccorsi”. I primi incontrati “in divisa” alcuni vecchi alpini dell’Ana alle porte di Amatrice. Entrati nel centro storico, vista la situazione, abbiamo dovuto aiutare i pochi presenti a tirare fuori vivi e morti dalle case crollate: pochissime le barelle (sono state utilizzate persiane e porte recuperate dai crolli), i cadaveri legati con federe strappate e coperti con lenzuola recuperate tra le macerie.

Per evitare polemiche – a commento di queste foto che avevo pubblicato la sera stessa del 24 agosto – ho preferito scrivere queste poche righe a 2 settimane di distanza dal sisma, dopo il recupero dell’ultimo cadavere, quello di Sayed, il rifugiato afgano morto nel crollo della sua abitazione.

Se si guardano con attenzione le foto – pubblicate con l’orario in cui sono state scattate – si evince che a molte ore dalla scossa delle 3.36 della “macchina di soccorsi dall’esterno” non vi è traccia. Le forze dell’ordine presenti erano quelle del luogo in servizio di pattuglia, tanti gli agenti della finanza e gli uomini della forestale che hanno caserme nel posto. Stesso discorso per i volontari della Protezione civile e i Vigili del fuoco presenti, senza mezzi e con pochi attrezzi. Presenti molti del soccorso alpino e tantissimi gli aquilani accorsi a dare una mano. I primi reparti mobili provenienti da fuori dal cratere li abbiamo visti non prima delle 10, quelli delle colonne esterne della Protezione civile molto dopo, per non parlare dei funzionari del Dipartimento. Efficiente e prezioso invece il ponte aereo organizzato credo dai Vigili del fuoco, che con gli elicotteri hanno fatto una spola continua trasportando in loco le prime squadre organizzate ed evacuando i feriti.

Per chi vuole approfondire sull’andamento dei primi soccorsi ad Amatrice la mattina del 24 agosto, consiglio la lettura di questi due articoli pubblicati nei giorni successivi da alcuni colleghi presenti quella mattina ad Amatrice:

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