ACIREALE – “Carnevale che vai, cessi che trovi”

Carnevale che vai, cessi che trovi“. Per chi invece non ha vissuto l’epopea dei bagni chimici nell’emergenza aquilana, può andar bene anche il vecchio adagio popolare “Tutto il mondo è paese“.

Il “Più bel carnevale di Sicilia edizione 2014” e il terremoto in Abruzzo del 6 aprile 2009. Due avvenimenti completamente diversi – festa e dramma – e distanti nel tempo e nello spazio (Acireale e L’Aquila) sono curiosamente legati tra loro dai bagni chimici. Anzi, dal tipo di appalto e dalle modalità di gestione del servizio.

Ad Acireale, nel corso della manifestazione di quest’anno, sono stati installati oltre 70 bagni mobili. Secondo il capitolato di appalto bandito dalla Fondazione del Carnevale, avrebbero dovuto essere sanificati con “pulizia e disinfezione delI’intera cabina (interna ed esterna) e di tutti gli accessori con getti di acqua calda (100° C) e ad alta pressione (70 atm)”. Invece i bagni – come si evince dal video – venivano sottoposti ad una blanda pulizia interna, senza alcuna traccia di impiego di acqua calda.

La pratica di recuperare sui costi di esecuzione non è quindi solo appannaggio della gestione delle emergenze ed è dunque più diffuso di quanto sembri. Soprattutto quando il prezzo a base d’asta non è proprio remunerativo.

Ad Acireale, infatti, anche una ditta concorrente aveva contestato il prezzo a base d’asta. Nella gara il prezzo non sarebbe stato determinato tenendo conto dei costi del personale, così come vuole la legge in materia di appalti pubblici, evidenziando che il prezzo era di un terzo rispetto ad un identico appalto di 11 anni prima, nonostante allora fossero stati richiesti la metà dei bagni e per metà periodo.

MaD

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