AAA - Celano, 25 ettari di discarica abusiva offresi

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Celano come Gomorra? Può sembrare una provocazione ma non lo è. Alle porte della ridente città castellana, da anni è attiva una discarica abusiva di oltre 25 ettari che farebbe impallidire anche un Gaetano Vassallo, il re degli imprenditori dello smaltimento illegale di rifiuti.

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La vasta area, quasi interamente intestata al Comune di Celano, è situata a poche centinaia di metri dalla Tiburtina e ad un paio di chilometri dal casello autostradale Aielli-Celano. Una superficie di 250mila metri quadrati, comodamente servita da quattro strade e addirittura da un’aviopista, dove da anni vengono costantemente smaltite, senza problemi, tonnellate di ogni tipo di rifiuto.
f-o-disc-cel-marzo-15.jpg Sede dell’ex discarica comunale dismessa una decina di anni fa, l’area non è stata mai bonificata. Il rischio ambientale è molto alto e il pericolo di contaminazione non solo del suolo e del sottosuolo, ma anche delle acque, è elevato: adiacente all’area scorre un ruscello che alimenta i canali del Fucino.

Già tre anni fa Comune di Celano e Regione erano stati avvertiti dello stato della zona e dei forti rischi ambientali, ma finora nessuno si è mosso: al momento, non risulta l’adozione di provvedimenti per la bonifica e nemmeno interventi per sorvegliare la zona. Giorno e notte, indisturbati, ignoti vi continuano a smaltire di tutto e gli scarichi abusivi si estendono sempre di più anche sui terreni vicini e lungo le strade.

La mancata bonifica, il lungo periodo d’assenza di vigilanza, la quantità e le modalità dello smaltimento illegale, fanno ipotizzare responsabilità anche da parte del Comune di Celano. Per anni, infatti, smaltimenti illegali d’ogni genere di rifiuti sono stati effettuati in una zona non proprio isolata, praticamente alla luce del sole.

Un’area di almeno 25 ettari di terreno coltivabile, è stata completamente devastata: gomme, pezzi d’auto, rifiuti urbani e di cantieri edili, materiali plastici, vernici, olii esausti e chissà cos’altro vi è stato scaricato e a volte sepolto.

Non mancano nemmeno le cave abusive (all’interno di una di esse, in passato, furono rinvenuti anche diversi autoveicoli rubati e smontati), che fanno pensare anche a smaltimenti e tombamenti di materiali ben più pericolosi.

Il 18 agosto scorso, la zona fu devastata da un furioso incendio, probabilmente appiccato proprio per tentare di ridurre i rifiuti e cancellare le tracce che potevano far risalire agli autori dello smaltimento illegale. Per oltre un giorno colonne di fumo nero si alzarono in aria e fiamme altissime divorarono tonnellate di rifuti accumulati nella zona.

A febbraio e marzo di quest’anno, abbiamo effettuato dei sopralluoghi nell’area per verificare la presenza di rifiuti radioattivi. Nel corso della ricognizione, come testimoniano le foto, abbiamo verificato che nuovi cumuli di rifiuti erano già tornati a coprire tutta la zona.

di Claudio Abruzzo (hanno collaborato Angelo Venti e Ciro Sabatino)

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