5 – Celano green energy: spunta l’anonima …e le banche

Celano - Castello Piccolomini

E’ una storia molto travagliata, quella del mega Parco fotovoltaico entrato in esercizio a Celano e definito, a ragione, come “La più grande centrale realizzata in Europa da una pubblica amministrazione” [ leggi 3 – il colpaccio di Piccone ]. Ed è molto interessante l’iter che ha portato alla sua realizzazione, ricco di colpi di scena sia sul palcoscenico che dietro le quinte. Una storia che merita di essere raccontata perché dimostra come – se si è capaci e ci si impegna – è possibile fare milioni a palate anche senza investire un euro. In questo articolo abbiamo riassunto per voi i punti salienti.

Le puntate precedenti – Questo è il quinto articolo dell’inchiesta a puntate «La Marsica baciata dal sole», realizzata da SITe.it sui grandi impianti fotovoltaici a terra di cui è ricco il nostro territorio: [leggi 2 – Fotovoltaico nella Marsica: i dati di partenza]. Nell’inchiesta si tratta della fine di centinaia di milioni d’incentivi pubblici erogati dal Gse – prelevati dalle bollette delle famiglie italiane che contribuiscono con 90 euro l’anno – che finiscono in tasche di privati oppure a delle Società di progetto dietro cui si nascondono, spesso, delle Società anonime con sede all’estero, oppure finiscono in pegno alle banche. Come succede con il mega impianto di Celano, realizzato fuori dal cratere grazie a un provvidenziale maxi emendamento contenente ““misure riguardanti i territori abruzzesi colpiti dal sisma del 6 aprile 2009”, [ leggi: 4 – Trovato l’inganno, fatta la legge: Terremoto a L’Aquila e incentivi a Celano ]. Il prossimo articolo è:

6 – La Marsica e il Partito dell’energia

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Torniamo al mega impianto di Celano, che produrrà entrate nell’arco dei prossimi 20 anni per 286 milioni di euro, di cui 200 di profitti.

In questa ricostruzione partiamo dalla genesi dell’impianto fino alla comparsa delle Società di progetto e proviamo ad analizzare il ruolo che queste ricoprono nel percorso dei milioni di euro una volta erogati dal Gse. Imprese che troppo spesso finiscono sotto il controllo di società anonime con sede all’estero. Proprio come  la Celano green energy che a sua volta finisce sotto il controllo della società anonima lussemburghese Lux renewable holdings Sa.

Una cronistoria avvincente che arriva fino all’irruzione sul palcoscenico di un pool di banche che impongono alla Società di progetto un “privilegio generale” su oltre 124 milioni di euro. A riprova che i fortunati concessionari – a fronte di profitti certi per decine e decine di milioni di euro – nella costruzione dell’impianto non hanno investito un euro di tasca propria.

Celano - Municipio
Celano – Municipio

Dicembre 2010 – A questa data il nostro impianto fotovoltaico è solo una chimera, un lontano miraggio impossibile da raggiungere. Quando il 31 dicembre 2010 scadono i termini per l’accesso agli incentivi del Secondo conto energia, il Comune di Celano conta all’attivo una Delibera di Giunta del 28 maggio 2010 con cui inserisce il progetto preliminare nel Programma pluriennale, oltre a un preventivo di connessione per la potenza di di 20 Mw, rilasciato il 23 settembre 2010 dalla società Terna (e inviato per accettazione solo il 20 gennaio 2011): nulla di più. Sarà proprio l’ottenimento di quel “preventivo di connessione” il pezzo di carta che a febbraio darà il via all’operazione emendamento per il sisma, che è senz’altro riduttivo definire audace.

corteoFebbraio 2011 – Non potendo fare più nulla come Sindaco, Piccone veste i panni da Senatore e, insieme al collega Tancredi, presenta un emendamento alla legge “Milleproroghe“. Lo stesso emendamento viene poi blindato con l’inserimento all’interno di un maxi emendamento (a cui si aggiungono le firme di altri 7 senatori), che raccoglie in un’unica proposta una serie di “misure riguardanti i territori abruzzesi colpiti dal sisma del 6 aprile 2009”.  Grazie all’emozione per i morti dell’Aquila l’impianto di Celano – che comune terremotato non è – rientra così in gioco. La Legge n. 10 del 26 febbraio 2011 viene approvata. [ per approfondire clicca QUI ]

N. 00274/2013 REG.RIC.
Sentenza Tar, stralcio. Clicca sull’immagine per ingrandire

Parte l’iter ma si arena in tribunale Solo nel luglio 2011 il Comune avvia il procedimento per ottenere l’Autorizzazione unica, indispensabile per realizzare l’impianto e nel gennaio 2012 indice finalmente la gara d’appalto pubblica per individuare la ditta che dovrà realizzare e gestire un mega impianto fotovoltaico in località “Paduli”. Ad aggiudicarsi la gara è una ditta marchigiana, la Troiani & Ciarrocchi srl di Monteprandone (Ap). Ma arriva subito l’intoppo: una delle ditte concorrenti, la Toto Spa Costruzioni generali presenta ricorso al Tar Abruzzo. Il 22 gennaio 2014 il Tribunale amministrativo accoglie il ricorso della Toto spa e annulla l’atto di aggiudicazione.

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Dal Tar al Consiglio di Stato – Con la sentenza del Tar rientra in gioco la seconda classificata, la Toto Spa, ma tra le cifre offerte al Comune dalle due ditte in lite c’è una forte differenza: c’è il rischio, paventano al Comune, che se la gara viene assegnata alla Toto nelle casse comunali finiscano ben 16 milioni di euro in meno. La battaglia legale continua così al Consiglio di Stato.  Tutto si conclude il primo luglio 2014, con l’annullamento della sentenza del Tar e l’assegnazione definitiva della gara alla Troiani & Ciarrocchi. Restano così al Comune 100 milioni di euro, distribuiti in rate di 5 milioni l’anno. A Celano si esulta.

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Partono i lavori – Superata la guerra giudiziaria ripartono i lavori. Vale la pena riguardare il servizio messo in onda il 28 agosto 2014 dal Tg3-Abruzzo all’avvio del cantiere, dove Piccone addossa i ritardi allo …stalking giudiziario: CLICCA QUI.

Durante la sospensione causata dalle diatribe legali, però, sono accaduti altri avvenimenti che vale la pena analizzare. Alcuni sono positivi: nel tempo trascorso sono intanto crollati verticalmente i prezzi di realizzazione degli impianti, facendo crescere proporzionalmente i profitti. Altri avvenimenti sono invece negativi. Come la crisi finanziaria in cui è entrata la ditta vincitrice: il bilancio 2012 della Troiani & Ciarrocchi si chiude con una perdita di oltre 3 milioni di euro e nel 2013 arriva la cassa integrazione e l’annuncio di “un piano” per gli 80 lavoratori. Altre tracce documentali sulle difficoltà finanziarie della ditta marchigiana emergono dalle banche dati della Camera di commercio: bilanci in rosso, scissioni societarie, cessioni di azienda, trasferimenti di appalti, concordato preventivo… Una situazione decisamente pesante.

La Società di Progetto Secondo il disciplinare di gara, la ditta aggiudicataria deve costituire una Società di progetto per  realizzare e gestire l’impianto. E la storia inizia a tingersi di giallo, con le società di progetto che diventano due: identiche nell’oggetto sociale, profondamente diverse nella composizione dei soci, costituite a quasi 5 mesi di distanza una dall’altra.

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La Celano energy srl – La prima che rintracciamo alla Camera di commercio è La Celano energy srl. Costituita il 23 maggio 2013, socio unico la Troiani & Ciarrocchi, un solo oggetto sociale che non lascia dubbi: “attività di sviluppo, di progettazione, gestione e manutenzione di impianti solari fotovoltaici sui terreni di località Paduli di proprietà del comune di Celano”.

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Le difficoltà finanziarie Con l’articolo “I conti in rosso della Troiani & Ciarrocchi” pubblicato il 19 settembre 2013, arrivano i primi dubbi. Sembra proprio che i lavoratori della ditta temano per la loro sorte e guardano come ultima speranza proprio al buon esito dell’impianto che deve sorgere a Celano: “i sindacati si sono già detti preoccupati per la situazione, ma naturalmente sono molto importanti gli annunciati sviluppi, in particolare dalla pratica in sospeso in Abruzzo”.

La situazione finanziaria della Troiani & Ciarrocchi è drammatica. Rintracciamo un provvedimento della Sezione civile del Tribunale di Torino proprio a carico della Celano energy che, su istanza della Savio Spa, il 18 ottobre 2013 autorizza il “sequestro conservativo di tutti i beni mobili e immobili di proprietà di Troiani & Ciarrocchi, nonché dei crediti spettanti alla medesima, sino alla concorrenza dell’importo di euro 2.300.000”.

Le difficoltà finanziarie della Troiani & Ciarrocchi possono riflettersi negativamente anche sulle sue controllate, tra cui la Celano energy: il rischio è – in piena battaglia legale con la Toto spa – di perdere la gara per l’impianto di Celano. Ma la Troiani & Ciarrocchi ha già pronta una soluzione geniale.

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Celano green energy spa, soci al 23 aprile 2015. Clicca sull’immagine per ingrandire

Il colpo di scena La Troiani & Ciarrocchi cala l’asso che ha nella manica. La Celano green energy spa: una seconda società che indica come società di progetto per l’impianto di Paduli a Celano. Una nuova società costituita, manco a farlo apposta, solo il 16 settembre 2013: l’oggetto sociale è identico a quello della Celano energy ma qui le quote della Troiani & Ciarrocchi scendono ad appena il 5%. La commessa è salva.

Ma la sorpresa è doppia. Il 95% delle quote della nuova Società di progetto che dovrà realizzare e gestire il mega impianto appartiene ora  alla Di Carlo Spa, che non aveva nemmeno partecipato alla gara. Non solo: la nuova entrata assume anche il controllo della Celano green energy. Lo scioglimento di quella che era solo una società civetta, la Celano energy, sarà deliberato solo il 14 aprile 2015.

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Celano green energy – Soci al 2 gennaio 2016. Clicca sull’immagine per ingrandire

La Troiani & Ciarrocchi esce di scena Il 24 marzo 2015 si registra un nuovo colpo di teatro: nel corso di un’assemblea degli azionisti tenutasi in corso Europa a Milano si verificano due interessanti mutazioni dell’assetto della Celano green energy.

La prima mutazione è genetica: la Troiani & Ciarrocchi cede il rimanente 5% di azioni alla T&C international srl: con questo passaggio di quote la Troiani & Ciarrocchi – cioè la società che aveva vinto la gara d’appalto per il mega impianto – esce definitivamente dall’affare celanese. La T&C international risulta costituita il 2 ottobre 2013 (quasi contestualmente alla Celano green energy) con soci Ciarrocchi Nicolas (71,43%), Troiani Roberto e Ciarrocchi Renato (14,29% ciascuno): questi ultimi due, per la verità, risultano essere anche i soci storici della Troiani & Ciarrocchi, con il 50% di quote ciascuno. Il passaggio di quote, probabilmente, è solo un tentativo dei titolari della Troiani & Ciarrocchi di difendere anche quel residuale 5% da rivalse di eventuali creditori. Forse.

Fotovoltaico a Celano: spunta l’anonima La seconda mutazione societaria si registra sempre nel corso dell’assemblea del 24 marzo 2015 e, per certi versi, è molto più interessante della precedente. In questo caso ad essere coinvolta è la Di Carlo Spa che scende al 35% delle azioni e cede il restante 60% alla Lux renewable holdings Sa. Costituita il 4 novembre 2011, questa ultima società ha sede in rue del Bains 3, Lussemburgo, ed è una società anonima.

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Soggezione all’altrui attività – Il documento che riproduciamo qui accanto, sempre del 24 marzo 2015, è una “dichiarazione di soggezione all’altrui attività“,  con cui l’amministratore unico della Lux renewable holdings, Diego Biasi, dichiara di esercitare la direzione e il coordinamento della Celano green energy. Il risultato finale è che milioni di euro di incentivi pubblici in arrivo dal Gse per i prossimi 20 anni saranno girati dal Comune alla Celano green enery e gestiti dalla società anonima lussemburghese Lux reneable.

L’anonima e il fondo di investimento QuercusCi si aspetta che per un affare remunerativo come quello dell’impianto di Celano non ci siano problemi per i soldi da investire. Anzi, viste le roboanti dichiarazioni fatte dagli amministratori celanesi sull’arrivo di stratosferici investimenti da società estere – come la Lux Renewable Holdings del fondo Quercus Assets Selection – tutti si convincono che questi nuovi imprenditori anticipino sul piatto almeno soldi propri.

Dopo l’anonima, spuntano le banche – Invece si scopre che la Celano green energy, controllata proprio dalla lussemburghese Lux Renewable Holdings, alla fine i soldi li ha chiesti in prestito a un pool di banche finanziatrici. Tre per la precisione: MPS Capital Services Banca per le Imprese S.p.A. (della Banca Monte dei Paschi di Siena spa); Natixis S.A. (attraverso la succursale milanese della società francese); Banca popolare dell’Emilia Romagna Soc. coop (capogruppo del gruppo bancario Banca Popolare dell’Emilia Romagna).

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Celano – Impianto “località Paduli”, cartello dei lavori. Clicca sull’immagine per ingrandire

Il Prestito e La Stecca Ed anche sull’entità del prestito richiesto qualcosa – diciamo – non quadra. A fronte di un costo di costruzione dell’impianto di nemmeno 39 milioni di euro [vedi immagine accanto], la Celano green energy si tiene molto larga: chiede e ottiene dalle tre banche ben 62 milioni e 200mila euro di prestito.

Un prestito sproporzionato – Si fanno anticipare 23 milioni e 200mila euro in più del necessario, su cui tra l’altro pagheranno fior di interessi. Perché ne chiedano così tanti, a cosa servano i 23 milioni in più e come sono stati spesi – lo ammettiamo – non siamo in grado di dirlo.

Le banche fanno le banche – Le tre banche sborsano i soldi senza fare domande indiscrete, ma non si contentano delle classiche garanzie per il rimborso: vanno oltre, direttamente alla fonte, che evidentemente sanno che è certa, e si mettono al sicuro. Ovviamente, caricando sopra al capitale  pure gli interessi e le spese. Vediamo come.

Da Natale a Capodanno – Quando ci sono di mezzo i soldi, per una banca, non c’è festa che tenga. Il 22 dicembre 2015 a Milano, autenticato dal notaio Laura Cavallotti, stilano un “Atto di costituzione di privilegio generale“. La Celano green energy lo sottoscrive e due giorni dopo mangiano il panettone: proprio la vigilia di Natale, infatti, viene “accordato alle Banche Finanziatrici un privilegio generale, indivisibile e solidale per complessivi 124 milioni 400mila euro“: esattamente il doppio del capitale prestato. Il tutto viene ufficializzato – giusto in tempo per stappare lo spumante nel veglione di fine anno – con la pubblicazione sulla “Gazzetta ufficiale, Parte Seconda n. 150 del 31-12-2015“.

Il lieto fine per Celano – Ora è ufficiale: l’impianto di Paduli si può fare, ci sono pure i soldi per costruirlo. Tutti in prestito, tanto rimborserà sicuramente il Gse. Soldi che li Gse prenderà dalle famiglie italiane, ciascuna con un contributo di 90 euro l’anno prelevato direttamente dalle bollette.

Il prossimo articolo:

 6 – La Marsica e il Partito dell’energia»

Gli articoli precedenti:

1 – Parte l’inchiesta «La Marsica baciata dal sole»

2 – Fotovoltaico nella Marsica: i dati di partenza

3- Fotovoltaico a Celano: il colpaccio di Piccone

4 – Trovato l’inganno, fatta la legge: Terremoto a L’Aquila e incentivi a Celano

4b – SCHEDE: i nove Senatori firmatari del maxi emendamento 2.10000

4c – 4c – Comma 3-Novies: commento al testo

5 – Celano green energy: spunta l’anonima …e le banche

Sullo stesso argomento:

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