(2) MONTANTE E GLI AMICI DELL’ANTIMAFIA: Tano Grasso e don Ciotti

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Quello che salta subito agli occhi nel Diario di Antonello Montante  – di cui SITe.it è in possesso – sono le relazioni e i contatti da lui intrattenuti con molti funzionari e personaggi pubblici, in un periodo in cui prudenza e ragioni di opportunità avrebbero dovuto sconsigliarli. Tra di essi anche due paladini storici dell’antimafia sociale, Tano Grasso e don Luigi Ciotti. Nel documento si legge di 16 incontri con il primo, mentre secondo Montante sarebbero 26 le telefonate intercorse con il secondo, in appena dieci giorni.

Ma per comprendere la portata di cosa stiamo parlando bisogna fare un passo indietro e fare alcune precisazioni che sono più che mai opportune.

La prima cosa da ricordare è che Montante – anche lui paladino dell’antimafia – è finito in una inchiesta della DDA di Caltanissetta con l’accusa iniziale di Concorso esterno in associazione mafiosa e poi, il 14 maggio di quest’anno, è stato arrestato per Associazione a delinquere finalizzata alla corruzione, spionaggio e accesso abusivo a sistema informatico. [per approfondimenti su Montante, l’inchiesta e i nomi eccellenti degli altri arrestati e indagati  clicca QUI ].

Un’altra precisazione è sul Diario in cui Montante annotava tutti i suoi incontri: ribadiamo ancora una volta che – ovviamente – quella contenuta nel Diario è la verità di Montante, ma il documento sarebbe comunque ritenuto molto attendibile dagli inquirenti.

L’ultima precisazione, infine, è sulle date. A tracciare lo spartiacque tra chi ha avuto contatti e rapporti con il Montante Paladino antimafia e il Montante indagato per Concorso esterno in associazione mafiosa è un articolo del 9 febbraio 2015, con cui La Repubblica dava notizia della scottante inchiesta in corso. Per brevità omettiamo di riportare l’elenco di chi – per i motivi più disparati e non sempre cristallini – ha avuto relazioni con il Montante del Prima e concentriamo l’attenzione su chi ha continuato ad averli anche nel Dopo: certo nulla di illecito, ma sulla opportunità di quei rapporti esprimiamo tutte le nostre riserve.

TANO GRASSO

Una delle posizioni più imbarazzanti è quella dell’anima della FAI, Federazione antiracket italiana, l’ex parlamentare ed ex commerciante di scarpe Gaetano Grasso, detto Tano, fondatore e presidente della prima associazione antiracket nata in Italia nel 1990 (l’Acio di Capo d’Orlando).

Nel suo Diario segreto Montante ha annotato – tra il 28 febbraio e il 21 ottobre 2015 – almeno 16 incontri con Tano Grasso, di cui ben 7 a pranzo e almeno 3 con la presenza anche di altri indagati nelle stesse inchieste su Montante, come il presidente di Sicindustria Giuseppe Catanzaro, l’imprenditore di Gela, vicinissimo a Montante, Carmelo Turco e l’imprenditore Rosario Amarù. Montante sul Diario ha anche annotato – con scrupolo quasi maniacale – che per 5 di questi incontri esistono anche delle registrazioni audio.

incontri con tanoCosa si siano detti l’esponente antimafia Grasso e l’indagato per Concorso esterno in associazione mafiosa Antonello Montante sul Diario non c’è scritto. Certo è che Tano Grasso, subito dopo la notizia dell’inchiesta a carico di Montante da parte della DDA di Caltanissetta – oltre a incontrarlo per ben 16 volte dopo il 9 febbraio 2015 – è stato anche molto attivo nel rilasciare dichiarazioni di solidarietà al Montante indagato.

La sua federazione antiracket è stata in prima linea – insieme all’ex sindaco di Catania Enzo Bianco e alla Lega coop – a difenderlo con un comunicato in cui scrivono addirittura di Rivoluzione copernicana portata avanti da Montante e da quel gruppo dirigente di Confindustria che oggi è sotto accusa.

Queste alcune delle prese di posizione della Fai alla notizia del Montante indagato dalla DDA di Caltanissetta per Concorso esterno in associazione mafiosa:

Esprimiamo la nostra convinta fiducia nel lavoro dei magistrati, ma è doveroso richiamare la forza e il valore di una storia personale e collettiva, quella di Antonello Montante e del nuovo gruppo dirigente di Confindustria Sicilia – continua  poi ricordando come nell’estate del 2007 a Caltanissetta – partì una vera e propria ‘Rivoluzione copernicana’ che ha rappresentato un elemento di svolta nella lotta al racket rafforzando l’esperienza di quel movimento che nel 1990 era nato a Capo d’Orlando“. E poi ancora: “La Fai rivendica con orgoglio la collaborazione realizzata in questi anni con Confindustria Sicilia nell’interesse di tutti quegli imprenditori che hanno trovato la forza di ribellarsi alla mafia“.

Confindustria Sicilia, in difesa di Montante, non è da meno:

Non può essere etichettata né come ‘antimafia dell’ultim’ora’ né come soggetto segnato dalla retorica. Al contrario: dopo quella svolta niente più, sul terreno dei fatti concreti, è stato come prima per gli imprenditori siciliani“.

Per inciso, ricordiamo che indagato per Associazione a delinquere finalizzata alla corruzione e al finanziamento illecito dei partiti – insieme a Montante – è anche il suo successore in Confindustria Sicilia, Giuseppe Catanzaro.

Una Rivoluzione copernicana, quella rivendicata dalla Fai, smentita comunque dall’inchiesta giudiziaria di Caltanissetta: “in 10 anni nessun espulso per mafia”. Ma nonostante le evidenze investigative, Tano Grasso continua a difendere quella esperienza anche in audizione in Commissione parlamentare antimafia, nel luglio 2017:

Abbiamo assunto una posizione a mio giudizio semplicissima e di grande buonsenso, che è quella di distinguere una vicenda giudiziaria, su cui è compito dell’autorità procedere e indagare, con un’esperienza, quella dei nostri colleghi di Confindustria in Sicilia, che comunque ha avuto un importante valore nella lotta al racket – e infine – Noi ci siamo rifiutati di cavalcare una campagna di criminalizzazione di Confindustria, questo a mio giudizio è il punto”.

DON LUIGI CIOTTI

Sono 26 le telefonate che sarebbero intercorse tra Montante e don Luigi Ciotti in appena 10 giorni. Chiariamo subito, però, che sul Diario di Montante non si trovano annotati incontri o contatti con don Ciotti successivi al 9 febbraio 2015, data cioè in cui la notizia dell’indagine a suo carico per Concorso esterno in associazione mafiosa diventa di dominio pubblico.

E’ interessante però un appunto, datato 27 gennaio 2015, con annotato accanto: “al 05/02/2015 ho tel Don Ciotti 26 tel (Senn)“.

montante telefonate con ciottiSu questo appunto di Montante facciamo notare tre aspetti. Il primo è che le telefonate sarebbero partite dal Montante. Il secondo è una curiosità sulle date riportate (l’annotazione del 5 febbraio sembrerebbe aggiunta in un secondo tempo su un appunto che è del 27 gennaio), infine che tutte le telefonate sono comunque precedenti al 9 febbraio, data dell’uscita dell’articolo di La Repubblica.

Riportiamo però questa citazione di Montante per due motivi. La nostra redazione ha prove e testimonianze affidabili che don Luigi Ciotti e la dirigenza di Libera era stata messa a conoscenza dell’inchiesta che incombeva su Montante già dagli ultimi mesi del 2014. Inoltre che la stessa comunicazione era stata ribadita alla dirigenza a gennaio, prima del 27. Insomma, a Libera sapevano cosa stava per accadere a Caltanissetta e siamo in grado di provarlo anche documentalmente. Sul contenuto e sui motivi delle 26 telefonate nel Diario di Montante non vi è nessun accenno: chissà, magari dei chiarimenti potrebbe fornirli la Direzione nazionale di Libera.

Anche in don Ciotti, come già visto con Tano Grasso, non manca una dichiarazione in difesa di Antonello Montante. E la fa quando c’è già stata la serie di perquisizioni – effettuate nel gennaio 2016, nelle abitazioni e uffici di Montante che portano anche alla scoperta nella villa di Serradifalco del famoso bunker segreto pieno di documenti compromettenti e dossier. Eppure in questo video di Meridionews.it del marzo 2016 il fondatore di Libera – a Messina per la giornata nazionale delle vittime della mafia – imbarazzato dalle domande della giornalista sull’indagine che riguarda il presidente di Confindustria Sicilia, così risponde: VIDEO

Chiudiamo l’articolo con un curioso appunto – questo però del 26 aprile 2014 – in cui Montante annota tra parentesi “Senn“, che nel gergo delle sigle utilizzate dal Montante nel suo Diario sta per “Segnalazione“:

montante ciotti senn

NEL PROSSIMO ARTICOLO:

(3) LE BICICLETTE DI MONTANTE: i nomi dei destinatari, le date e i modelli



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