1915-2015 – Centenario del terremoto dell’Italia Centrale

1915-2015 – Centenario del terremoto dell’Italia Centrale

Riusciranno i nostri eroi….

Anche quest’anno è andata: il 13 gennaio scorso, si è celebrata il novantanovesimo (99°) anniversario del disastroso terremoto del 1915.

web_0014.jpgPer carità, non che si ritenga tale assillo molto diffuso tra la popolazione, in tutte altre cose affaccendata, ed alle prese con una desertificazione produttiva paragonabile ad una calamità (non) naturale: pure chi, recandosi al palazzo di città di Avezzano, attendeva e (sperava di cogliere) dei segnali rassicuranti che deponessero a favore dell’auspicio che tra pochi mesi, tagliando il traguardo del secolo dall’infausto evento, se non una cosa che rimarrà negli Annali, si riuscirà ad organizzare un intenso e degno momento di riflessione per l’intero territorio all’epoca interessato e dilaniato dalla sciagura, commisurato all’importanza storica di quel terremoto, siamo certi sarà tornato a casa con il cuore gonfio (e non solo per il ricordo, sbiadito ma sempre presente, dei propri avi scomparsi in quella livida mattina invernale).

Il tanto brigare dell’amministrazione avezzanese targata Di Pangrazio – ammesso che esista in quanto tale, un’idea di amministrazione, e non sia piuttosto una sommatoria risultante dall’accozzo di singole azioni e istanze slegate – ha infine prodotto, per quest’anno, una commemorazione/evento nella quale si sono ostentate alcune personalità con il contorno di complemento della presenza di autorità politiche del territorio (unica condizione perché un evento abbia la possibilità di vedere accorrere un numero di partecipanti oltre la decina, nella Marsica: pessimo segnale) e di sottogoverno; ma che, sotto le luci a festa dei lampadari ed il clangore delle affermazioni retoriche e del brusìo dei molti astanti, lungi dal rassicurare sulle iniziative in atto per il centenario, ha piuttosto acuito le molte perplessità che già ci eravamo permessi, con la modestia che ci pertiene e il nessun ruolo che si riveste, di esternare, sul disegno complessivo.

La bizzarra Istituzione «Celebrazione Centenario Terremoto della Marsica del 13/01/1915», partorita qualche mese or sono dal municipio di Avezzano, non ha ancora visto, nella pratica, la luce. E’ di questi giorni il bando per reclutarne una guida, con il quale si cerca una figura di “direttore” che abbia… la laurea («in possesso dei requisiti per ricoprire la qualifica dirigenziale negli Enti Locali»). Speriamo che nel profilo professionale sul quale cadrà la scelta siano concentrate altresì quelle conoscenze in grado di consentirgli di «promuovere eventi riconducibili ai seguenti settori principali: Storico, sociologico, etico-spirituale; Scientifico; Pedagogico Didattico; Artistico» sino a spingersi ad elaborarli (art. 4 dello statuto di cotanta Istituzione). Senza aprire il mondo evocato da quell’ “etico-spirituale”, cotanti ambiti avrebbero forse dovuto consigliare un approccio meno da testo unico degli enti locali e più notabilare, aperto cioè agli uomini e donne di cultura unanimemente riconosciuti come tali. Qualcuno potrebbe obiettare che tale ruolo di “direttore” sia meramente operativo, e che le il suo compito, come recita l’articolo 10 di questo vasopandoresco statuto, sia quello, tra le altre cose, di:

a) dare esecuzione alle deliberazioni assunte dal Consiglio di Amministrazione;

b) predisporre la proposta di piano programma annuale ed elaborare gli indirizzi generali della Istituzione da sottoporre all’approvazione del Consiglio di Amministrazione sulla base degli orientamenti espressi dal Consiglio Comunale […]

ma tale eccezione, come è facilmente immaginabile, lungi dal rassicurarci, finisce per incupirci ulteriormente: in una faccenda nella quale sarebbe occorsa sveltezza e rapidità, selezione delle conoscenze al di fuori dei bandi di concorso – e si avevano a disposizione gli strumenti per compierli, questi passi, con diligenza trasparenza e buonsenso – si è finiti per optare per modalità che marciano in senso del tutto contrario, con un aggravio pletorico di passaggi francamente folle. Speriamo solo che il consiglio comunale di Avezzano non si determini, a sua volta, a chiamare (o a reclutare) degli esperti per formulare, a sua volta, i propri indirizzi generali!

web_0018.jpgNel frattempo, di iniziative di studio, di intraprese per produrre qualcosa di scientificamente tangibile e ostensibile all’esterno, non si ha notizia, se non molto vaga (e non potrebbe essere altrimenti, non essendosi ancora insediati gli organismi statutari di questa Istituzione del Centenario, che saranno ospitati nel palazzo ex Arssa [altro simbolico luogo emblema della spoliazione subìta dal territorio, senza reagire]). Il ritardo è ormai abissale. Incolmabile, per chiunque abbia un minimo di raziocinio.

Stupisce anche la durata del mandato di questo “direttore” (non ci interessa l’emolumento, che è del tutto insufficiente per chi dovesse dedicarsi seriamente ad un simile cimento), tre anni, sino al dicembre 2016. Avrebbe un senso se si avesse in animo di pubblicare atti e testimonianze prodotte nelle ricorrenza, che magari potrebbe prevedere più momenti spalmati per l’intero anno 2015… ma non ci pare sia questo l’orientamento, che cozza peraltro con quanto sopra detto in ordine al profilo del “direttore” reclutato….

Nel frattempo, diverse amministrazioni locali hanno snobbato Avezzano in questa ricorrenza, procedendo motu proprio con iniziative che fanno intendere che anche quest’altr’anno faranno da sole….

web_0113.jpgGià in precedenti esternazioni – in particolare quella di una delle menti pensanti della nostra contrada, Giuseppe Pantaleo – si è avuta occasione di dolerci dell’occasione mancata che tale ricorrenza rischia di rappresentare, quando invece una riflessione sulla «città giardino» del PRG post-terremoto di Avezzano, sul suo ruolo, sull’interazione con gli altri centri fucensi, sarebbe stata molto interessante. Nel dipanare tale ‘interesse’, però – è un’iperbole, ovvio – è connaturato il rischio che si inneschi una presa di coscienza collettiva sull’attuale ragguardevole ruolo di sede di ipermercati svolto dalla Città di Avezzano, con l’eventualità, invero remotissima, che qualcuno metabolizzi lo stato delle cose ed inizi a ribellarsi contro l’andazzo attuale (e, soprattutto, contro chi è attualmente in fureria). Ipotesi di scuola, per la quale è quasi impossibile si inverino le condizioni necessarie, in una città ad alto tasso “reazionario” quale Avezzano: pure, ad evitare qualsivoglia pericolo, anche in occasione dell’incontro del novantanovesimo anniversario, si è parlato pochissimo di Memoria, poco di aneddoti (buonisti, ovvero del tutto insuscettibili a causare danno) e molto di pseudo-attività sul territorio, di terremoti più recenti…. il tutto condito con un vago sentore di… larghe intese, campagna elettorale…. richiami alla coesione sociale…. Tutti concetti evocati, in particolare, con bella eloquenza, dal dottor Gianni Letta, elevato naturaliter a “presidente del comitato d’onore delle celebrazioni” (da parte di un’amministrazione sedicente di sinistra), con tutta una serie di contrappunti che hanno avuto il merito di compiacere gli ospiti e gli astanti… ma di obnubilare ogni riferimento storico degno di questo nome (inane la fatica durata dal professor Irti – notevole peraltro il suo riferimento alla non cura dell’archeologia industriale avezzanese – con il numero dei morti del sisma; ed insuperabile il ministro Quagliariello, che è addirittura arrivato a pronunziare, nel suo intervento, l’espressione “policentrismo anarchico”, sino ad accreditare gli uomini della Marsica di “senso dello Stato”: è evidente che stia equivocando, o che non li conosca bene, sia nel parlargli che nel parlarne!).

web-ultima-296.jpgNel riandare con la memoria ai nostri nonni – gente indurita dal lavoro di quei campi (oggi lasciati alla mercé delle più becere speculazioni delle cosiddette energie rinnovabili), che sino a giorni relativamente recenti ha guardato con sospetto ad ogni evoluzione dei costumi che imponesse il superamento della mutanda di lana lunga da indossare in ogni stagione o che contemplasse il calzoncino corto – ci siamo infine chiesti se costoro avrebbero gradito che, nel momento di commemorazione dei loro cinque-sei fratelli morti o della mamma che hanno perduto in tenera età, nell’aula del consiglio comunale riecheggiasse lo sketch del Proietti petroliniano che torna sul luogo del terremoto e trova la moglie Maria… in un abbraccio di morte con un altro…. E ci siamo risposti che no, non lo avrebbero affatto gradito.

Prepariamoci al peggio.

Il Martello del Fucino / Franco Massimo Botticchio

(foto: Orione Redskin)

 

Precedenti: 

http://www.site.it//2015-il-centenario-del-terremoto-dellitalia-centrale/10/2013/

 http://www.site.it//centenario-terremoto-13-gennaio-2015/02/2013/

http://www.site.it//loblio-del-terremoto-cento-anni-e-non-sentirli/01/2013/ 

http://www.site.it//il-martello-del-fucino-a-futura-memoria-1915/04/2009/

http://www.site.it//uscito-il-nuovo-numero-de-il-martello-del-fucino/05/2009/

 

 

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